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Il Negozio

Nel sestiere di Castello, in un angolo della città ancora autentica e popolana, a pochi passi dalla Chiesa di San Giorgio dei Greci e il museo di icone e dalla Scuola Dalmata di San Giorgio degli Schiavoni, sede del magnifico ciclo pittorico di Vittore Carpaccio, nelle strade in cui un tempo brulicavano artigiani e marinai greci, slavi “schiavoni”, friulani, si trova ora, in salizzada dei greci, lo studio/laboratorio Chimera di Ilaria.

Il suo sguardo, perso e sognante, compie quotidianamente, nel percorso da casa allo studio o nelle sue lunghe passeggiate, un diacronico viaggio alla continua ricerca di particolari architettonici, di elementi, di stili diversi, di sovrapposizioni temporali, di seduzioni, che un attimo di luce, filtrata tra calli e canali, possa regalare e che si materializzeranno poi, rivisitati, nei suoi lavori.

Schizzi, disegni, foto, carte colorate, ritagli di riviste, tutto si anima sul suo tavolo da lavoro, nel suo incessante comporre e scomporre per realizzare i suoi collage, in cui Venezia è sempre la protagonista.

Particolare attenzione è rivolta alla produzione della ceramica.

Influenzata dalla vicinanza di Nove e Bassano del Grappa, da secoli importanti centri di produzione, non lontani dal suo altopiano d’Asiago, ne eredita i valori autentici e tradizionali, quel saper abbinare una naturale eleganza alla funzionalità di semplici forme. La sua anima eclettica la porta a usare le più svariate tecniche, ma soprattutto, ad avvalersi del colaggio, a ripetere quel gesto, dal sapore ancestrale, di colare l’argilla, resa liquida, entro forme precedentemente preparate.

Essiccati, poi cotti nel forno a una temperatura che supererà i 1000 °C, gli oggetti saranno trattati con ossidi, terre e smalti o semplicemente invetriati e passati ancora nel forno.

In costante evoluzione, le sue ultime creazioni la portano a progettare elementi ceramici per l’illuminazione, ingenue e romantiche lampade a sospensione o alla produzione di vasi e ciotole per la floricoltura, sua vecchia passione.

Ma, per chi volesse perdersi in una Venezia lontana dagli abituali clichés e dissacrata dallo sfruttamento turistico, chissà cos’altro ci sarà nello studio d’Ilaria, quando passerete e sarete i benvenuti.